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“Mannaggia, non so proprio che pesci pigliare”

Sembra un 19 marzo qualsiasi, in cui i figli fanno i regalini ai papà, ma non è così. Dopo qualche ora dall’inizio della giornata, già il Vaticano aveva drizzato le antenne, con un appello accorato agli utenti dei social network.

La preoccupazione maggiore” riferisce padre Scololpendro, portavoce odierno del Vaticano, “è l’ignoranza galoppante nell’uso di accenti e apostrofi. Detto che gli apostrofi oggi non sono un problema, gli accenti sì“. Ma cosa preoccupa tanto il Vaticano?

Abbiamo ricevuto segnalazioni continue oggi, per auguri al Papa. Ragazzi, se non mettete l’accento sulla A, arrivano a noi i vostri auguri, e ci ingolfano la casella di posta” dice lo Scolopendro. A tal proposito è intervenuta l’Accademia della Crusca, che ha detto: “Accento o apostrofo non sono la stessa cosa. Uno è petaloso, l’altro depetalizzante“, creando così un neologismo.

La Morte, dal canto suo, non si lamenta ma ci tiene a lanciare un appello: “Smettete di mandare saluti ai vostri papà defunti perché tanto non gli giriamo le mail“. Tra l’altro a noi sembra un lamento, ma Lei l’ha definito un appello. E quando la Morte fa l’appello, meglio non esser nominati.

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