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“E statte un po’ zitta, mannaggia l’acquaraggia!”

Grave attentato questa mattina nel Comune di Bressaola, dove un ordigno di svariate dimensioni è esploso nell’ora di maggior presenza del personale in forza al Comune. L’esplosione si è sentita fino a 200 chilometri di distanza e ha completamente raso al suolo l’edificio.

Secondo una prima ricostruzione i morti sarebbero 230, dati rilevati dal registro presenze elettronico, funzionante con il sistema di badge magnetici. Il lettore infatti invia in tempo reale i dati a un server a dieci chilometri di distanza per le registrazioni e l’elaborazione delle buste paga.

Ma una seconda notizia scuote il mondo dell’informazione e sembra molto più ottimistica della prima: infatti, nonostante i 230 tra impiegati, assessori, dirigenti e sindaco stesso risultassero presenti, in realtà erano tutti altrove a farsi i porci comodi loro, pur risultando presenti al lavoro: chi al mercato, chi al bar, chi ancora a letto, chi alle Maldive e pure uno che dopo aver timbrato il cartellino per altri due posti da impiegato (oltre a quello comunale), stava effettivamente lavorando come manovale in un’impresa edile.

La comunità ha comunque tirato un sospiro di sollievo, per un bilancio che non vede nessuna perdita umana: zero morti, zero feriti. Restano però sul campo 230 dipendenti comunali rinviati a giudizio per falso ideologico in atto pubblico e truffa aggravata e reiterata.

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