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“Amore, il coltello che mi hai regalato taglia benissimo”

Una, due, tre persone e a seguire tante altre. Poi ancora, e il Vescovo di Faitu non ci ha visto più. Tante lamentele da parte di fedeli che, in ginocchio al confessionale, hanno subito una confessione al contrario.

I fatti: don Oiram è un parroco premuroso, sempre attento alle problematiche dei fedeli, ma ha un vizio. Infatti a pranzo alza il gomito e al pomeriggio confessa. Ma quando arriva in confessionale è talmente ubriaco che parla al contrario. I fedeli, incuranti delle sue parole, hanno sempre preso il suo modo di fare come una cosa goliardica, atta a rendere meno pesante le penitenze.

Un giorno però Pralina Spiridona, nota fedele della parrocchia, si è resa conto che il suo cuore non era leggero quando usciva dal confessionale. Nonostante le penitenze recitate senza sconti, infatti, quando usciva dal portone sentiva di essere sporca e sudicia di peccato. E da lì la diffusione del suo sentore agli altri fedeli, e la petizione al Vescovo.

Il Vescovo, appurati i fatti con una microspia (un nano che si è confessato), ha deciso di convocare don Oiram e gli ha proibito di bere prima delle confessioni. Il risultato è soddisfacente. Oggi don Oiram confessa mentre si scola due litri di vin santo, offrendone qualche bicchiere ai confessandi che, così, sono più propensi a parlare dei loro peccati.

Interessanti i risvolti intrinsechi: come penitenza don Oiram chiede due litri di cannonau, qualche bottiglia di mirto e grappa, o a scelta un buono per l’enoteca del paese, la famosa “Leggenda del Santo bevitore” (vende anche on line, affrettatevi), che ci ha pagato 150 euro a testa per inventarci questo finale marchettaro.

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