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“Senti, mi daresti una mano? È per la mia collezione”. “Certo, comunque bella battutaaaaaaaaaaaaaaaaaahhhhh!!!”

Avevano rubato dieci slot machine da una sala giochi nei pressi di Coso, piccolo entro inurbano in provincia di Cosetta. A distanza di pochi giorni, però, Puedente Costretto e Salamandro Porcosandro, sono ridotti sul lastrico.

Dopo aver rubato le slot, infatti, avevano deciso di scassinarle per prelevare il denaro in esse contenuto. Ma prima di farlo, hanno deciso di accenderle per farsi qualche partita. Ma puntata dopo puntata, hanno buttato nelle macchinette tutti i soldi di cui disponevano, e anche di più, dato che avevano chiesto prestiti a parenti e amici.

Quando finalmente si sono decisi a comprare lo smeriglio per aprire le macchinette come scatole di tonno, l’amara sorpresa: i soldi erano finiti e nessuno gli prestava più un centesimo. Senza smeriglio non potevano quindi recuperare i soldi dentro le macchinette e nessun ferramenta accettava i tagliandi di vincita che erano riusciti a recuperare con le giocate.

Così i due ladri si sono costituiti e hanno restituito il maltolto. Il proprietario della sala giochi gongola: i due ladri, infatti, avevano messo nelle macchinette l’incredibile cifra di 23.000 euro in pochi giorni, soldi che resteranno del gestore delle slot e del proprietario della sala giochi. L’uomo ha anche lanciato un appello: “Non chiuderemo più la serranda, se qualcuno vuole fregarsi le slot noi alle 23:00 andiamo via e lasciamo tutto aperto. Grazie, grazie ancora“.

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