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sandro

E io rinascerò cervo a primaveraaaa!!!

Gustavo Lapera, noto fruttivendolo di quel posto, è stato accusato di esercizio abusivo di professione protetta. In tutti i sensi. Infatti l’uomo, un trafficante di frutta, era sprovvisto della relativa licenza.

Il suo carretto di sole pere era in bella vista nel mercato di diversi paesi del circondario. Al grido di “Pere! Pere per tutti! Pere sode e pere molli! Chiedete e vi sarà data! La pera!!!” attirava clienti di sesso maschile e femminile. Ma all’improvviso la svolta.

Giunta la Guardia di Finanza al suo carretto, chiedevano i militi la relativa licenza. Il Lapera, intimidito, ammetteva la sua colpa. Ma ben più grave fu l’epilogo: stante l’assenza di licenza, il Lapera veniva denunciato per evasione fiscale aggravata. Aggravata da cosa? Ve lo spieghiamo subito.

Durante il controllo, infatti, si presentava una donna, visibilmente seconda scarsa di seno, che chiedeva due grosse pere. I militari, capito l’inghippo, arrestavano il Lapera aggravando la sua situazione con l’aggiunta dell’esercizio abusivo della professione medica, nell’inciso mastoplastica, per la quale è prevista la pena detentiva di svariati anni, forse mesi, certo giorni.

Il Lapera, da noi intervistato, ammette: “Vendevo pere a tutti. Se questo è reato datemi l’ergastolo“. Ma su questo fattore interviene l’AITE (Associazione Italiana Tette Esagerate): “Vendere tette a basso prezzo è un reato, abbiamo un tariffario pro tette. Siamo sconcertati e pure un po’ eccitati“.

La Magistratura, intanto, ha chiesto l’archiviazione del caso in cambio di due pere nuove per l’intera moglierìa della giuria. Che fa pure rima, ma non ci importa più di tanto. Cliccate.

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