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Ho dovuto scegliere tra moto e macchina, ma sono un indeciso di natura.

Era una normale causa di lavoro. Gelocchio Spelucchio, dipendente della Porcasana S.p.A., era stato licenziato a giugno 2015 con un’accusa infamante: furto. L’uomo era accusato di aver rubato, dalla linea di montaggio, ben due bulloni e tre viti.

Il processo dinnanzi al giudice del lavoro ha però dimostrato, grazie all’intervento dell’avvocato Puerilio Nonneso, che rubando tre viti e due bulloni non si va da nessuna parte, e che in casa dello Spelucchio non è stato trovato nessun bullone non accoppiato.

La Porcasana ha così dovuto ritornare sui suoi passi, riassumento il lavoratore. Ma qui nasce il dramma. L’uomo, prima alto due metri e ventidue centimetri, ora è tornato al lavoro ma è alto tre mele o poco più. La Porcasana ha così giustificato il taglio: “L’abbiamo riassunto, prima era troppo lungo. Noi puffi siam così“.

La CISL (Comitato Italiano Sole e Lavoro) non sa che dire.

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