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In arrivo lo smartphone Panasonic

Si presentava come un normale sito di petizioni on line, in realtà era qualcosa di subdolo e nefasto. Così è dovuta intervenire la polizia postale, che ha messo in campo il nucleo TEA (Truffe E Affini) e il nucleo GBFS (Guerra Batteriologica Fragranze Schifose) per riportare l’ordine sull’internet.

Una e-mail chiedeva di iscriversi a un sito di petizioni on line, ma in realtà cliccando il link si finiva in un sito di Petizone. Cos’è un sito di Petizone? Confermando l’iscrizione gli effetti che ne derivavano erano devastanti. Il computer veniva infettato ed entrava ufficialmente in Peti-Zone.

Ogni cinque minuti, anche da spento, il computer produceva peti puzzolenti ai vari aromi. Tra quelli riscontrati segnaliamo la cipolla, l’uovo sodo, i fagioli borlotti cotti al dente, peperonata, asparagi canini, canederli in decomposizione. Per liberare il computer non è sufficiente un normale antivirus, ma era necessaria una vera e propria opera di bonifica.

A farne le spese i patiti delle petizioni on line, inutili orpelli mediatici strappaclick. I consigli di Anselmo Spararenze, comandante del nucleo GBFS, ci spiega come difendersi: “Maschera antigas, tenere le finestre aperte durante il giorno e durante la notte mettere il computer in balcone“.

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