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Trova il cerchio rosso.

Misterioso omicidio nella notte a Queldiqual, in provincia di Disegual. Gennarotto Scaldapalle, operaio toscano della raffineria di Pradamburgo, nella notte ha accoltellato e fatto a pezzi la moglie, Giuliotta Baiotta, per un errore. O almeno così afferma lui.

Stavo dormendo, ho sentito un rumore e mi sono spaventato, ho sferrato fendenti a caso e ho ucciso mia moglie. Ma non volevo” queste le parole dell’uomo di fronte al GIP, GUP, o quel che è. Ma qualcosa non è chiarissimo.

Infatti l’arma usata per uccidere la donna pare sia stato un machete acquistato proprio ieri mattina dall’uomo, inoltre la donna è stata uccisa nel letto coniugale. Secondo le indagini lo Scaldapalle avrebbe acquistato il machete accertandosi che avrebbe potuto tagliare a pezzi una donna di circa 45 anni e di 60 chili. Ovvero l’età e il peso della moglie.

Ma lo Scaldapalle si giustifica: “Sì, l’ho chiesto, ma è una domanda normalissima, che fanno tutti quando acquistano un machete“. Gli inquirenti però non sono del tutto convinti della casualità del gesto. Infatti la donna, dopo l’uccisione, è stata fatta a pezzi di 500 grammi ciascuno e c’è stato anche un tentativo di vendita al locale mercato.

In ogni caso pare che le accuse di omicidio e di occultamento del cadavere sono cadute. Adesso il problema vero per lo Scaldapalle è la mancanza del registratore di cassa nel banco in cui cercava di vendere la moglie a tranci. Infatti, se si accertasse che ha venduto più di un chilo di moglie, scatterebbero le manette per evasione fiscale aggravata.

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