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In uscita il nuovo film hard: “Paramecio a luci rosse”

Rapina reiterata, continuata e legalizzata. Questa l’accusa rivolta ai cassieri di un supermercato chiuso la settimana scorsa dopo l’ennesimo furto-rapina. I cassieri sono adesso a disposizione dei magistrati ma, secondo voci certe, non sono accusati di essere i mandanti.

Acqua minerale naturale a 60 centesimi, latte a più di un euro, patatine fritte a 40 euro al chilo. Una vergogna e nessuno diceva niente” dice Magi Strato, magistrato. Secondo l’accusa ogni passaggio in cassa era una rapina sicura. Ma i cassieri sono considerati solo gli esecutori materiali, forse costretti con la forza ad applicare quei prezzi.

L’indagine si sta espandendo a tutta l’Italia, e si cerca di capire chi, dal produttore delle materie prime al venditore finale, è il primo a perpetrare la rapina. I contadini si lamentano: “Vendiamo pomodori a 40 centesimi al chilo, ma li rivendono a 3 euro. Sono dei ladri“.  Intanto è caccia a un fantomatico ricettatore, noto Aldo Ricarico, che pare intervenga in tutte le transizioni.

A ogni passaggio la fetta più grossa del prezzo è a causa del Ricarico, quindi deve essere lui che, con una rete clandestina, costringe gli intermediari ad aumentare i prezzi, intascando tutto il surplus” dice ancora Strato. Sospetti anche sulla sua presunta compagna, tale IVA, del cui cognome però non si sa ancora molto.

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