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36-Cabinetelefoniche

Quando si risparmia sui pali

Duro scontro a livello burocratico e politico tra il noto social network Facebook e i garanti della privacy di mezzo mondo. L’altro mezzo non ha garanti per la privacy. Il risultato è stato che Facebook, per evitare la censura o addirittura l’oscuramento, ha dovuto prendere dei provvedimenti per garantire un minimo di privacy riguardo alle attività degli utenti.

Il punto principale è che non è possibile, secondo le norme internazionali di privacycantato, che ogni utente sappia in ogni  momento cosa fanno i propri contatti. E soprattutto sappia cosa fanno i propri contatti sul proprio profilo. Da chi ha messo “mi piace” a chi ha commentato o condiviso. La soluzione è stata geniale.

Infatti verranno anonimizzate tutte le azioni delle persone con cui si è in contatto e in generale tutte le azioni svolte dagli utenti. Così al posto di “a Tizio piace il tuo status” verrà segnalato “a qualcuno piace uno dei tuoi status“. Anche le condivisioni saranno trattate allo stesso modo: “qualcuno ha condiviso qualcosa dalla tua bacheca“.

Si tratta per i momenti in cui viene compiuta l’azione, perché le notifiche potrebbero risultare sfasate per proteggere ancora di più la privacy. Un esempio potrebbe essere una notifica di questo tipo: “Qualcuno potrebbe condividere, in futuro, uno status che hai scritto o che scriverai“.

Ma si arriverà oltre e a fine rivoluzione anche i commenti saranno anonimi. Così al posto del nome del contatto che commenta, ci sarà una faccia a caso e un nome inventato.

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