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Il Vaticano censura le immagini delle marmellate a culo all’aria.

Era, ed è, laureato in giurisprudenza da almeno dieci anni. E da altrettanti anni lavora presso un call center per mettere insieme pranzo e cena, in attesa di tempi migliori che, più passa il tempo più si allontanano. Ma Gioacchino Struppaminelli è pur sempre un avvocato.

Stufo dei massacranti turni di lavoro comunicati con preavviso minimo, della paga da fame e delle condizioni contrattuali che rasentano la schiavitù, l’avvocato Struppaminelli ha deciso di fare causa al call center, che gli dava da lavorare per rivendicare i propri diritti di lavoratore dipendente.

Dopo aver impostato le richieste e la convocazione presso la Direzione Provinciale del Lavoro andata a vuoto, si è arrivati alla causa in tribunale. Di fronte alla richiesta dello Struppaminelli il Call Center ha risposto ‘picche’ e ha anche vinto la causa, così che il giudice ha condannato l’ex dipendente per abuso d’atti d’ufficio, violazione della privacy aziendale, violazione del segreto professionale, violazione della ZTL e ‘faccia di culo-cervello di mulo’, sorvolando sull’oltraggio alla corte.

Il giudice ha anche dichiarato che la busta contenente 200.000 euro a lui indirizzata era vuota, e ha ringraziato i responsabili del call center in una lettera aperta strappalacrime.

Lo Struppaminelli, in preda alla disperazione dopo la lettura della sentenza, è andato al bar, ha bevuto 52 birre ma ha scoperto che il bagno del locale era inagibile. In preda all’urina impellente, è uscito in strada sfoderando immediatamente l’immane flusso urinico, degno degli idranti dei vigili del fuoco, spegnendo a sua insaputa l’incendio che stava divampando dall’altra parte della strada, in un negozio di benzina altamente infiammabile.

Il proprietario del negozio, per ringraziarlo, l’ha ricompensato con 100.000 euro in contanti, derivanti da traffico illecito di organi, e gli ha offerto un posto di lavoro: centralinista presso il suo negozio con una paga di 300 euro al mese. Lo Struppaminelli ha però ha sposato la figlia ricchissima del negoziante, che nella foto delle elementari era quella dietro una cortina di peli corvini.

Tutto è bene quel che finisce.

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