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Mi è semblato di vedele un gatto

Finalmente è arrivato il nulla osta: il maialetto sardo sarà presente nella più grande esposizione mondiale degli ultimi tre mesi. Ma qualcosa non quadra e i sardi sono preoccupati.

Secondo il Ministero della Salute, infatti, sarà possibile portare il maialetto sardo proveniente da allevamenti certificati e dopo apposita termizzazione. In Sardegna però, considerato ormai certo il rifiuto, avevano organizzato sei mesi di sagra del porceddu nei vari paesi della regione, utilizzando così, a spese della Regione stessa, i maialetti originariamente destinati all’Expo.

Adesso non si potrà più fare la megasagra, che verrà sostituita dalla mega sagra del tofu, suscitando indignazione e sgomento. Non tanto per la differenza culinaria, quanto perché Rita Dalla Chiesa ha già annunciato che il primo maggio sarà in Sardegna e girerà tutte le location dell’isola per degustare il tofu arrostito allo spiedo sulla brace.

Per salvare capra e cavoli, che infatti non verranno cotti e serviti, è intervenuta la Romania, offrendo per la sagra del porceddu i propri maialetti sardi prodotti in Cina e transitati illegalmente in Romania, Corsica e Santa Teresa di Gallura. L’unica vera preoccupazione, però, pare essere il marchio impresso a fuoco sul 98% della cotenna, che recita: “Maialetto saldo oliginale di Milano“.

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