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ah ah ah 063

Sarà scomodo ma se piove non mi bagno

Illuminante proposta del ministro del lavoro Poletti in merito al lavoro estivo per i ragazzi ancora impegnati con gli studi. Secondo l’illuminato, infatti, tre mesi di vacanze sono troppe. Uno di questi tre mesi potrebbe essere sfruttato per lavorare e cominciare così a capire cosa li aspetta da adulti.

Ma quello che più stupisce è che le prestazioni lavorative dovranno essere senza stipendio, quindi senza remunerazione. In pratica lavoro volontario in perfetto stile Expo 2015. Per quale motivo?

“I giovani devono prepararsi, alla fine del ciclo di studi li aspetta una vita di precariato, lavori sottopagati e anche, come nel caso dell’Expo 2015, lavori non pagati, fatti svolgere solo per la fama. In pratica un pagamento in visibilità. Perché illudere i giovani che, studiando, si lavorerà con uno stipendio dignitoso?” queste le parole del Poletti.

Intanti si pensa a una riforma costituzionale. Non tanto per modificare gli articoli 1 e 4, in cui si sancisce il diritto al lavoro, quanto per intervenire sull’articolo 36: “Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa“.

La modifica renderà l’articolo 36 più elastico: “Il lavoratore non ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso per mantenere la sua famiglia dovrà arrangiarsi in altro modo.

In questo modo rilanceremo anche la produttività delle aziende italiane” chiude il Poletti “facendo loro risparmiare sulla forza lavoro“.

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