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raganella

Piove, governo rana

A dicembre, come tutti ricorderanno, si è giocata in Quatar la finale di Supercoppa Italiana tra la vincitrice dello scudetto 2013/14 e la vincitrice della Coppa Italia per la stessa stagione. Le due squadre, Juventus e Napoli, pareggiarono alla fine dei tempi regolamentari e anche dei supplementari (2-2 con doppiette di Tevez e Higuain).

Qualcosa però ha incuriosito gli inquirenti federali, che hanno aperto un’inchiesta per stabilire cosa è accaduto, in particolare con riferimento alla conclusione della partita. Parla Gregorio Piedifreddi, ispettore federale aggiunto: “Dopo il fischio finale l’arbitro ha fischiato un rigore per la Juventus, poi uno per il Napoli, poi ancora per la Juventus e ancora ancora per il Napoli. E così via, in tutto ben nove rigori. Una cosa stranissima anche perché su 18 rigori nessuno ha ravvisato nemmeno un fallo, e gli avversari non hanno mai protestato per la generosa concessione“.

Secondo il Piedifreddi l’arbitro dell’incontro sarebbe stato pagato. Ma sarebbe stato pagato da entrambe le squadre per lo stesso importo quindi, per professionalità, ha dovuto dare un rigore a testa, almeno fino a che una delle due squadre non ha sbagliato mentre l’altra ha segnato. Così si è tolto dall’empasse.

Osservando infatti la cronologia dei rigori, solo alla fine la Juventus ha sbagliato il suo e il Napoli no, infatti dopo quei due rigori la partita è terminata. Nei rigori precedenti, invece, c’era perfetto equilibrio e a rigore sbagliato corrispondeva rigore sbagliato, e viceversa.

Tavecchio si sbilancia: “Dare rigori a partita terminata è chiaro segnale di irregolarità. Quando mai si è visto nel calcio?“.

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