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Peppa Car

Non c’è via d’uscita per Fabrizio Corona. Ormai condannato da tutti, non riesce a trovare la pace e la tranquillità che vorrebbe per ricominciare una vita normale, lontano dalle luci della ribalta e dalle male lingue.

La sua storia: accusato di estorsione per l’uso indebito di scatti e notizie compromettenti raccolti durante il suo lavoro di paparazzo, è stato condannato prima di tutto dai media, poi dal giudizio popolare, quindi dai giudici. Stufo di tutti questi indici puntati su di lui, ha chiesto e ottenuto l’udienza privata presso il Vaticano, direttamente con Papa Francesco (primo o senza).

L’udienza è durata tre ore, durante le quali niente è trapelato, tranne un retroscena che ha del grottesco: infatti il Papa, che si era informato prima, ha accolto la pecorella smarrita, l’ha ascoltata e, per non contraddire le precedenti udienze a cui è stato sottoposto Corona (mediatiche, popolari e giudiziarie) l’ha condannato a scontare 30 ulteriori anni di prigione.

Dio non condanna nessuno, Dio sa solo perdonare. Dio risponde con una carezza al pugno ricevuto. Ma bisogna dire che Dio è Dio, io sono io e non sono Dio. E sono Francesco, yo” questa la motivazione della sentenza.

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