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“Bianchi, ma ancora non lo cambia quello Startac? Non le sembra un po’ ingombrante?”

Come la maggior parte degli italiani avrà notato, il collegamento di giovedì tra il teatro Ariston e la Cristoforetti ha riservato alcune incongruenze che fanno pensare a una clamorosa messa in scena che coinvolgerebbe l’intera missione dell’astronauta italiana in orbita intorno alla Terra.

Sulla falsa riga di quanto accaduto per lo sbarco sulla Luna, sono state notate alcune particolarità di non poco conto. In particolare durante l’intera durata del collegamento Astrosamantha non ha fluttuato per niente. Questo significa che non si trovava a gravità zero, come se non fosse nello spazio ma in uno studio cinematografico della NASA.

A conferma di quanto sospettato, c’è da notare che durante l’intero collegamento non si è visto nessuno del resto dell’equipaggio, e considerando che vivono in uno spazio ristretto, la cosa è un po’ strana. Oltretutto la telecamera che filmava il tutto era molto ben posizionata, con ottima luce e angolazione, come se fosse stata sistemata da un esperto cameraman.

Oltretutto la voce sembrava che arrivasse in ritardo di qualche secondo, come se dovesse attraversare diversi ponti o grandi distanze. In realtà si trattava di un collegamento via satellite e, guarda caso, la stazione spaziale dovrebbe essere molto vicina ai satelliti, quindi il ritardo dovrebbe essere minimo. E poi come è possibile che l’immagine, flusso di dati ben più complesso, arrivi prima della voce?

A confondere e convincere gli spettatori della reale esistenza della missione, poi, c’erano solo due miseri adesivi dell’ESA alle spalle della Cristoforetti, come se non potessimo noi, poveri mortali terrestri, comprare due adesivi e attaccarceli su una parete dietro le spalle. Ma, concorderete con noi, non saremmo nello spazio solo per quello.

Adesso questo articolo verrà sicuramente boicottato e censurato, per questo motivo vi chiediamo di farlo girare il più possibile.

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