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FrateIndovino

Se sei felice, e tu lo sai, batti le mani…

Aveva promesso di dire tutto ciò che sapeva in cambio della protezione, un cambio di identità e una nuova vita lontano dai luoghi in cui era solito svolgere la sua attività di malvivente. Ma qualcosa è andato storto, perché il procuratore, durante la confessione, ha cominciato a malmenarlo riducendolo in fin di vita.

Dalle prime indiscrezioni non è ben chiaro il motivo dello scatto d’ira del procuratore, che non sembra avere legami con l’uomo e ha sempre dimostrato, nella sua carriera, equilibrio e senso del dovere. Ma qualcosa deve averlo fatto imbestialire.

Viene in nostro aiuto Anonimo Nonsochi, l’agente che era in sala interrogatori insieme al pentito e al procuratore. “Ha detto all’uomo di dire tutto ciò che sapeva, lui non sapeva da dove cominciare e il procuratore ha insistito. L’uomo ha detto che sapeva che il procuratore era un cornuto, ma lui non ha battuto ciglio. Quando ha spiegato il motivo, è scoppiata la carneficina” queste le parole dell’agente.

Siamo andati a fondo in questa vicenda scoprendo che effettivamente il pentito, da almeno due anni, si faceva la moglie del procuratore. Ma pare che neanche questo abbia scomposto l’ufficiale, al quale sono saltati i nervi quando il pentito ha svelato il motivo per cui la moglie lo tradiva: perché, ha svelato lei, il marito ce l’ha piccolo. Da qui le botte.

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