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“Guarda che cappella, altro che la tua…”

Ci sono notizie che, pur note, fanno sempre scalpore. L’Italia è una nazione vecchia, cosa che tra l’altro giustifica l’età dei vari Presidenti della Repubblica. Ma non è questo il problema. Nonostante l’innesto, nell’ultimo decennio, di riproduttori stranieri regolarmente tesserati la crescita cala anno dopo anno. I nati sono sempre meno, i morti sempre di più.

Fallito il tentativo di importare illegalmente riproduttori di qualità, si è pensato di mummificare i morti e portarli in giro per combattere il crescente aumento del tasso di mortalità senile, ma nemmeno quello è servito. Abbiamo chiesto allora a un esperto, Gerolamo Dicosta, come potremmo affrontare il problema nell’immediato.

Il problema degli italiani è che fanno poco sesso. Un tempo c’erano figure professionali che sopperivano a tali mancanze, oggi con la crisi è diventato un problema. Ma non è solo la crisi, anche le nuove tecniche investigative fanno la loro parte” dice Dicosta.

Secondo l’esperto, infatti, un tempo i lattai procreavano al posto dei mariti. Adesso il latte si acquista al supermercato e il mestiere di lattaio è scomparso. Nonostante il tentativo di sostituire il ruolo del lattaio con l’idraulico e l’elettricista, oggi anche queste professioni sono più caute. Infatti con un semplice test del DNA, accessibile a tutti, è possibile conoscere l’identità del padre del neonato con una certezza quasi assoluta.

Questa liberalizzazione dei test del DNA ha messo quindi in crisi l’industria riproduttiva italiana che, di fronte a una certezza di paternità, si vedrebbe costretta a dover pagare il mantenimento del bambino, cosa che prima non avveniva per l’omertà materna.

Bisogna vietare l’uso dei test del DNA, sono peggio delle droghe” dice ancora Dicosta, lanciando un appello che sentiamo di dover condividere.

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