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“La mia mamma non vuole che esca tette al vento”

Un marine, un soldato, un pilota d’aviazione e molto di più è Gordon Pusher, perché lui ora è un ex tutto. Ex pilota, per quanto riguarda noi, perché da pilota ne ha viste di cotte e di crude, ma soprattutto ha avuto accesso agli atti più segreti dell’aeronautica militare americana.

Secondo Pusher, infatti, nel 1945 i B-29 non sganciarono solo due bombe atomiche (Little boy e Fat boy) sulle città di Hiroshima e Nagasaki, a istanza di tre giorni l’una dall’altra, ma gli ordigni furono tre. Ma che fine ha fatto, allora, il terzo ordigno? A questa risposta pone la domanda Pusher. O il contrario, fa lo stesso.

Tiny boy, questo il nome del primo ordigno, è stato sganciato tre giorni prima di Little boy e sei giorni prima di Fat boy. Venne sganciato su Hiroshima, ma avvenne una cosa non preventivata. Avevamo paura di non riuscire ad allontanarci in tempo e mettemmo un paracadute enorme per farla scendere dolcemente. Purtroppo però sbagliammo i calcoli, il paracadute era troppo grande e un colpo di vento portò in quota la bomba. Per tre giorni abbiamo cercato di farla scendere, ma non c’è stato verso” queste le parole di Pusher.

A questo punto ci si domanda: ma dov’è finita? Ecco che Pusher viene ancora in nostro aiuto: “La bomba finì nella stratosfera e ci rimase. Tutt’oggi è lì, e prima o poi cadrà. Per ora vaga senza controllo. Tra l’altro è anche il motivo per cui non si ammette la presenza di UFO sul nostro pianeta: non sono UFO, quegli avvistamenti riguardano proprio Tiny boy, la bomba atomica dispersa“.

Secondo le sue parole, quindi, una bomba atomica vola sopra le nostre teste e potrebbe cadere da un momento all’altro. E nessuno ne parla, nessuno ci dice niente, nessuno fa niente. Chiediamo la cortesia di fare girare.

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