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“Nonna, eccomi, hai preparato il panino che ti avevo chiesto?” – “Certo caro!”

Era la notiZZia che tutto il mondo milanese impegnato nella realizzazione dei locali per l’Expo 2015 aspettava. Stante i gravi ritardi, l’ipotesi che una manifestazione di tale portata possa essere un facile bersaglio per i terroristi si sta facendo strada tra gli addetti ai lavori.

In particolare si sta pensando di rinviare la manifestazione, ormai alle porte, di un anno. Ma ormai i loghi sono pronti e cambiarli tutti costerebbe una cifra. Per questo Molo Faccio, presidente della commissione Expo 2015, ha deciso di aggiornare il logo in Expo 2015+1 e far partire il tutto con 12 o più mesi di ritardo, a seconda del livello di sicurezza futuro.

Intanto ci giunge una nota d’agenzia della Kadmon&co. che pubblichiamo integralmente:

I lavori dell’Expo 2015 sono in grave ritardo, c’è il rischio di non riuscire a partire nei tempi stabiliti e di ritrovarsi di fronte a un flop a livello mondiale per quanto riguarda l’immagine milanese e italiana tutta. Il 7 gennaio presunti terroristi sparano con armi a salve e fanno fuori 17 persone, a loro volta vengono uccisi con armi a salve. L’odio verso i terroristi cresce e cresce il livello di allerta. I luoghi molto frequentati sono quelli più a rischio, quindi l’Expo 2015 rientra tra le manifestazioni da bloccare per evitare pericoli di strage. Questo potrebbe rimandare l’apertura di qualche mese, addirittura un anno, in attesa che si abbassi la tensione e il rischio di attentati. Un rinvio di questo tipo permetterebbe agli organizzatori di completare i lavori senza incorrere in alcun ritardo.
Sono, queste, coincidenze? Noi non crediamo

Adam Kadmon & Co. – Esperti conoscitori di fuffa

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