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Gli utilissimi consigli condominiali

Non è servito l’intervento del suo avvocato e l’invocazione dell’articolo 18 per salvare Giangy Deorso, capitano in servizio presso il reparto computisteria dell’Esercito Italiano. La cacciata ha trovato applicazione senza ammettere repliche.

L’uomo, un passato burrascoso con i suoi sottoposti, era da tempo seguito dai superiori per presunti atti anti-militaristi sui social network, ed è stato alla fine incastrato grazie a una sua dubbia affermazione pubblica.

Durante una discussione, infatti, avrebbe ammesso che “Io non amo per niente la compagnia“, scatenando l’ira dei suoi superiori.

Ha detto chiaramente di non amare la Compagnia, ed è chiaro che parlava della compagnia di cui era il comandante. Non ha ragione di restare nell’Esercito Glorioso Italiano“. Queste le motivazioni della sua espulsione.

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