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Diciamo basta alla gara di aliti pesanti durante la spaghettata.

La notizia non è mai stata data ed è ben chiaro il motivo: la tecnica segreta per stanare gli evasori fiscali è contenuta in un microchip inserito nelle sigarette elettroniche a insaputa dei consumatori.

L’e-cig (così è chiamata la sigaretta elettronica) è in realtà un prodotto ideato e realizzato dall’Erario italiano, che ha scoperto di non riuscire a capire il reddito di una persona dal consumo di sigarette, perché acquisto anonimo. Le ipotesi per tracciare il consumo di tabacco erano quindi due: o dare sconti fiscali ai consumatori di sigarette, grazie agli scontrini parlanti, oppure monitorarne il consumo di nascosto.

In questo contesto sono nate le e-cig, che contengono al loro interno un microchip che, con cadenza giornaliera, trasmette via satellite i dati relativi al consumo degli svapatori (così sono chiamati i fumatori di e-cig).

In base al consumo e al tipo di liquido utilizzato, sarà quindi possibile avviare un calcolo di presunzione del reddito da confrontare con il reddito dichiarato, al fine di convocare lo svapatore per un chiarimento reddituale.

In arrivo nei prossimi giorni le prime convocazioni che interesseranno il 40% degli svapatori.

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