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Si tatua una vacca sulla pancia e viene violentato da un toro.

Gianchierico Russatanto è un macellaio particolare. O meglio, lo sarebbe la sua attività fosse regolarmente iscritta alla Camera di Commercio e se pagasse le tasse e i contributi. Invece no.

Da due anni la Guardia di Finanza seguiva la sua attività, svolta nella cantina di casa, di vendita abusiva di carni macellate. Ieri gli ispettori hanno fatto irruzione scoprendo, stipati in diversi frigoriferi, centinaia di salsicciotti freschi pronti per la vendita. I prodotti erano etichettati in base al nome e cognome del cadavere e la sua età anagrafica. Alla richiesta della licenza e del registratore di cassa, il Russatanto non ha saputo fornire alcun documento.

Adesso l’uomo è in carcere in attesa del processo per evasione fiscale e per aver venduto carne di provenienza ignota. Infatti alla richiesta dei certificati di macellazione, ha confessato di procurarsi la carne umana senza passare dai canali ordinari e di macellare personalmente i cadaveri. Un altro filone d’inchiesta potrebbe partire adesso per appurare se, nella predisposizione delle etichette, l’uomo non indicasse età “ringiovanite” per vendere a prezzi superiori. Infatti pare che i nomi indicati sulle salsicce corrispondano a persone scomparse negli ultimi anni ma le età indicate pare siano artificiosamente diminuite anche di dieci anni.

L’uomo rischia ora da sei mesi a due anni di carcere.

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