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Bambini sempre più tristi: le colpe di certi genitori.

Il problema dell’alitosi attanaglia da secoli il genere umano in una morsa di aliti irrespirabili e imbaciabili che non permette ai paesi industrializzati una crescita pari a quella registrabile nei tempi precedenti.

Gli studiosi le hanno inventate tutte per giustificare il fenomeno, dalla pulizia dei denti ai problemi intestinali, ma adesso la risposta arriva dal passato. Secondo uno studio condotto da un autista di tram, Nuccio Nudoecrudo, il problema è da ricercare nel modo di parlare. Infatti, scorrendo la storia dell’umanità fino alla civiltà greca, non si riscontra alcuna cronaca in merito al problema dell’alito cattivo.

Solo successivamente allo sviluppo delle lingue moderne è possibile leggere del problema con dovizia di particolari. I ricercatori, quindi, sono giunti alla conclusione che il problema sono proprio le lingue morte. “Lingue che non si parlano da secoli, lingue morte appunto, causano il proliferare di batteri legati alla loro decomposizione. Una decomposizione che va avanti da secoli e che porta, a ogni apertura della bocca, all’effluvio di fogna che ormai tutti conosciamo nei tempi moderni“.

La soluzione, secondo gli scienziati, sarebbe semplice: rivitalizzare greco antico e latino, ma anche il gallico, il kwadi, le lingue celtiche e romanze risolverebbe il problema per sempre. Lo studio mette in evidenza, come testimonial d’eccezione, il fatto che il Papa, che parla regolarmente latino durante le orazioni o all’Angelus, non risulta abbia alito cattivo.

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