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“Pronto? Senti, è ancora libero quel posto di custode di igloo?”

Alla luce dell’ultima inchiesta sul Mose, Renzi e il suo governo sono al lavoro per studiare un nuovo sistema che eviti, nei limiti del possibile, il ricorso a tangenti e a tutti i sistemi illegali per riuscire ad accaparrarsi gli appalti pubblici. A quanto pare, grazie a un esperto non meglio noto in materia, la soluzione è già stata trovata e venerdì prossimo verrà trasformata in legge.

In realtà è una sistema molto semplice: verrà rimodulata la procedura per la presentazione delle offerte. Non più la sola offerta del prezzo al quale si possono eseguire i lavori, ma due distinte offerte contenute entrambe in buste separate e inserite in una busta riassuntiva insieme alla busta con i dettagli dell’offerta.

Nella seconda busta andrà indicato l’importo della mazzetta che si è disposti a pagare e la persona o le persone a cui sono destinati i soldi. “Tutto alla luce del sole” dice un nostro informatore “così che l’illegalità venga sconfitta una volta per tutte“.

In pratica verranno valutate le offerte inserendo nei criteri di valutazione anche l’importo delle mazzette che, specifica il testo in discussione in aula, “anche nel caso di perdita dell’appalto dovranno comunque essere versate nella misura del 15% a titolo di multa della vergogna per non aver offerto abbastanza“.

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